MIDDLEGAME // recensione

Autrice: Seanan McGuire
Tradotto in Italiano da: Beatrice Gallo
Casa Editrice: Mondarori
Pagine: 522
Prezzo: 22 euro
Trigger Warning: suicidio, violenza varia, incendi, sangue
Trama: Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell’universo.
Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica.
I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto non ancora.
E poi c’è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro “padre”. Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé.
Diventare “dei in Terra” è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.

Prima di entrare nella recensione vera e propria devo fare due premesse: la prima è che la casa editrice mi ha gentilmente fornito il PDF in anteprima, ciò non influisce in alcun modo con il mio giudizio ma è sempre bene sottolinearlo. Seconda cosa: ho letto in gran parte questo libro in inglese perché ci sono stati problemi di conversione con il file per metterlo sul mio Kindle che ha reso molte parole separate (tipo Rog-er), rendendo veramente fastidiosa la lettura. Ho comunque letto abbastanza da farmi un’impressione sulla traduzione e devo dirmi assolutamente soddisfatta.

Mia opinione: questo libro è nella mia TBR da secoli ma non l’ho mai letto perché ne ero al contempo spaventata ed affascinata. Capirete, quindi, che quando si è presentata l’occasione mi ci sono buttata che neanche Tania Cagnotto.
L’alchimia mi affascina da quando da piccola leggevo i libri di Nina la Bambina della Sesta Luna, ma siccome gravita verso le sfere della matematica, della fisica e compagnia non ho neanche provato ad avvicinarmi in quanto non sono sicura di saper contare oltre il 10.
Ciò però non ha rovinato il mio godimento del libro, anzi mi sono interessata a tutto e nel trovare un personaggio bravo con le parole e con le lingue ho tirato un sospiro di sollievo in quanto esse siano un campo in cui sono decisamente più ferrata.

Insomma, in questo libro ce n’è per tutti i gusti: se da bambini leggevate sempre e più di tutti in classe (io) vi ritroverete; e se vi siete sempre trovati a vostro agio in mezzo ai numeri dai tempi delle addizioni in colonna (non io) vi sentirete comunque rappresentati nel libro.
Inoltre é presente un trope che non trovo spesso ma che mi manda nella ionosfera ogni volta che lo leggo: gemelli con abilità e personalità totalmente opposte!

Durante la lettura mi è anche venuto il dubbio che i miei scarsi risultati in matematica siano in realtà dovuti all’esistenza di un mio fratello gemello segreto dalle capacità di Einstein al quale chiedo di palesarsi nel caso stia leggendo. Certo, sarebbe stato più utile ai tempi dei compiti di matematica del liceo però sono sicura che farebbe comodo anche ora.

Il libro ha veramente tanti elementi di base che mi affascinano e che amo e sono contenta di poter dire di non essere rimasta delusa, ma la parte migliore è che non ho neanche lontanamente finito l’elenco.

Lo stile è, a mio parere, un altro grande punto di forza. Ho trovato che fosse scorrevole, le descrizioni sono sufficientemente dettagliate ma non eternamente lunghe, inoltre ho amato come ha portato sulla pagina le esperienza di due personaggi non del tutto bambini ma neanche del tutto adulti. Seanan McGuire è riuscita a mantenere uno stile compatto anche quando i capitoli erano dal punto di vista di Reed, l’alchimista, un personaggio che di certo non vede il mondo come Roger e Dodger a nove anni; eppure non ci sono stati cambiamenti bruschi o fastidiosi tra i capitoli.

Mi sono piaciuti anche gli estratti dal libro per bambini (inventato per l’occasione dall’autrice stessa) e citazioni varie ad inizio capitolo adatte al contesto; penso che sottolineino la grande cura della McGuire nei confronti di quest’opera e non ho potuto non apprezzare.

Un altro dettaglio, assolutamente minore per molte persone ma non per me, è stato il riferimento alla dottrina dell’Ethos. Questo perché ho letto quella parte un giorno dopo aver sostenuto un esame in cui mi veniva chiesta esattamente la stessa cosa. Il tutto è accaduto mentre ero in coda alle poste e sono scoppiata a ridere spaventando tutti, ma in verità ho apprezzato tantissimo perché trovo renda evidente il lavoro che si cela dietro al libro.

In conclusione: leggere o non leggere Middlegame? Se vi piacciono gli elementi che ho citato nella recensione allora io vi consiglio di buttarvi perché penso proprio che ne rimarrete soddisfatti/e. Ultima cosa, se volete scoprire il perché della mano-candela in copertina vi conviene leggere il libro, Roger e Dodger vi aspettano.

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